Fiandre: Furgo e Bici.

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ulan_bator
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Fiandre: Furgo e Bici.

Messaggio da ulan_bator »

PROLOGO:
Considerato che sono stato io a rompere i cabasisi proponendo la sezione “Viaggi” la inauguro con un report sulle Fiandre che avevo già pubblicato nel vecchio forum spezzandolo in più parti; lo spezzerò in più parti anche qui.

Se qualcuno ha una mezza intenzione di dedicare a tale destinazione una vacanza magari vi può trovare qualcosa di utile.
Il viaggio si è svolto nell’agosto del 2024, qualcosa potrebbe essere cambiato ma non credo molto.
Ecco il report:

Fiandre Furgo e Bici.
‘st’ultima primavera pensando alle ferie estive non sapevamo deciderci.
Complice un filmato trovato per caso su youtube finisco in un sito che mi rimbalza su questo: https://www.visitflanders.com/it/itiner ... dersfinest
Compro una mappa cartacea e il gioco dell’imput è fatto: si parte, destinazione Fiandre, senza orari e pronti a inventarsi ogni sera il giorno seguente, se non la mattina stessa a colazione.
I miei viaggi di andata e ritorno sono sempre molto lenti; Mi sento in vacanza appena risalita la rampa del box auto quindi non corro, escludo levatacce e tirate ad oltranza alle quali una volta (a volte) cedevo. Non è che non ho più l’età, è che proprio non ho più voglia di queste cose.

15 agosto alla buon’ora delle 11:15 (praticamente l’alba!) caricate le bici e qualcosa in cambusa giro la magica chiavetta, ingrano la prima e risaliamo la rampa per allontanarci dalla piana alessandrina che da giorni ci tormenta con un caldo che continuiamo a definire “anomalo” ma che da qualche anno sta rivelandosi sempre più “normale”.

Abbiamo deciso di salire passando dal traforo del Frejus, le alternative passerebbero dalla Svizzera e la Svizzera proprio non mi va.
Si viaggia bene, poco traffico scorrevole, piove e il caldo quindi non si fa sentire. Durerà poco: passato Torino e imboccata la Val di Susa sole e AC a manetta. Per fortuna il traffico continua scorrevole.
Passiamo agevolmente il traforo e viaggiamo fin verso le 16; nel frattempo abbiamo deciso che prima di entrare nelle Fiandre faremo una sosta in Vallonia, a Marcinelle, per visitare quello che è stato il teatro di una tragedia della quale pochi giorni prima (8 agosto) ricorreva l’anniversario: il disastro alla miniera Le Bois du Cazier del 1956.

Durante una sosta merenda scegliamo anche il campeggio dove trascorrere la prima notte. Complici le varie applicazioni usciamo dall’autostrada e in una mezz’ora di strade sempre più agresti, strette e semisperdute finiamo al Camping à La Ferme de Bellevue a Chatonnay (https://www.isere-tourisme.com/hoteller ... e-bellevue). È un campeggino rurale minimalista, di quelli che piacciono a me (meno roba c’è più la vita è tranquilla). Si tratta in sostanza di una sorta di prato alberato con qualche allaccio elettrico per chi ne ha bisogno e un’offerta di servizi igienico sanitari che mi fa venire in mente la mitica fattoria McKenzie di Lupo Alberto; una graziosa “casetta” in legno con due porte: dietro la prima un piatto doccia, dietro la seconda un WC. Tutto comunque sufficientemente pulito e in ordine. Sull’esterno, sulle due pareti laterali e riparati dallo spiovente delle falde del tetto, campeggiano da un lato un lavandino per stoviglie e dall’altro un lavabo con specchio e un frigo a disposizione degli ospiti riparato dal sole per mezzo di una tenda.
Ci siamo noi, un motociclista, due cicloturisti, un furgonato e una roulotte.
La reception non c’è. Solo un cartello in formato A4 inchiodato su un pallet lì vicino al cancello (o meglio al varco aperto nella recinzione) che ti avvisa di non cercare la reception che, appunto, non c’è. Le istruzioni sono pertanto sostanzialmente queste: piazzati dove vuoi, poi prima di cena ti veniamo a cercare noi. E così è.
4 chiacchiere col motociclista, doccia, birretta e verso le 20 compare una signora rotondetta in vestaglia, ciabatte e calzini con in mano un blocchetto ricevute in carta copiativa e una biro (ah! che bella l’era analogica e cartacea, altro che la fottutissima digitalizzazione delle fatture elettroniche!): Lei, la signora in vestaglia ciabatte e calzini, è’ la “receptionist”, ci chiede quante notti, scrive, poi mi chiede di compilare la parte con i dati anagrafici passandomi blocchetto e biro, ne stacca una matrice e mi chiede -per una notte e due persone senza corrente- ben 13,60 €, tassa di soggiorno compresa; contanti, mica POS.
Fra contesto, sistema-reception, signora in vestaglia ciabatte e calzini e blocco servizi sanitari ho già deciso che questo sarà il più bel campeggio della vacanza!

(continua)
Allegati
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Abbiamo tutti due vite. E la seconda comincia quando ti rendi conto di averne una sola.
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T4 California Coach 2.4 AAB 1995 "Andamento Lento". Pannellato al Panel Day 3. Doppi servizi e vista panoramica.
(AL provincia)
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